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martedì 11 ottobre 2011

Cenere alla cenere



CENERE ALLA CENERE

Ti prepari alla morte
con mani lavate per il viaggio più lungo
e passi tra porte che attendono ancora una voce: la tua.
Alle spalle la veste del lutto
il grigio e il nero, nel corredo dei pianti
e poi i ricordi- lucertole in fuga-
tra crepe di pietra. Il tuo nome ormai volge all’indietro
una traccia che sbiadisce nel digiuno di memoria
e tu docile, remissivo alla morte
hai piedi leggeri quasi d’uccello;
un grido immaginario esce dagli occhi,
il sole nell’erba tace il ronzio
cenere alla cenere sotto una zolla
ma nei voli di farfalle rinasce la tua storia.

venerdì 23 settembre 2011

Quando ti osservo

QUANDO TI OSSERVO
(dedicata a mia madre)

Quando ti osservo
scopro la solitudine vasta del mare
per il tuo sguardo perso alla finestra
le parole accumulate in moti di onde sottili
e il tuo gesticolare di piccola sartia scossa dal vento.
Scorre amaro- tra noi- un sentore di fango
portato dal rumore della pioggia
e ogni volta ritorna, quando incrociamo gli occhi
per tacere, non dire o forse aggredire.
Scorre vile -tra noi- un fetore di alghe
per la rabbia repressa, i rancori sopiti.
Quando ti osservo
scopro la solitudine vasta dell’acqua
un fluire dirompente che nasconde i pensieri
sfioro allora la tua mano, ti bacio la fronte
ti lascio e ritorno
consapevole che anneghi e non posso farci nulla.

Quando